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ALESSANDRIA - LUCCHESE 5-2

“La paura fa novanta” e la gara della Lucchese al “Moccagatta” di Alessandria dura quanto un gatto in autostrada.

La formazione iniziale, di fatto, era un invito ai “grigi”; della serie, attaccate pure, ma noi siamo un bunker! Infatti dopo appena mezz’ora, di fatto, la gara era terminata.

E pensare che i rossoneri, fortunosamente, erano anche passati in vantaggio; Nannelli si infila nella svagata difesa piemontese e salta il portiere Pisseri che lo stende. Calcio di rigore battuto malissimo da Petrovic, con l’estremo di casa che respinge proprio sulla testa dell’attaccante lucchese che ribadisce in rete (8’).

Un miracolo che la Lucchese vanifica in appena quattro minuti. Da “amatori” (gol fotocopia del quarto a Gorgonzola) come i rossoneri incassano il gol del pari; punizione a favore sulla tre quarti con i tre centrali difensivi che vanno a saltare in area (nemmeno fossimo in svantaggio minimo a pochi minuti dalla fine…..), palla persa e contropiede grigio con Arrighini che si invola inseguito da Sbrissa, il quale mette a sedere Biggeri e realizza. Da notare che nessun difensore era nella metà campo rossonera, un’ottima lettura soprattutto da parte della panchina. Ma come cazzo si preparano le partite?

La Lucchese è in confusione perenne (con essa il suo allenatore), se ne accorge anche il telecronista di Eleven Sport e il gol del vantaggio dei padroni di casa, arriva puntuale.

Ancora un contropiede (ma come?????) dei ragazzi di Longo, con fallo dello spaesato Benassi al limite dell’area; punizione di Bruccini sul palo di Biggeri (già colpevole a Como) e gol del 2-1. I Grigi vanno a nozze contro le paure dei rossoneri e del suo allenatore.

Altri quattro minuti e ancora Arrighini beffa il duo Panariello-Benassi (inguardabili) e mette il sigillo sul match.

Altri nove minuti in apnea e Parodi (33’) segna il gol del “de profundis”, al volo dal limite, beffando l’ancora incerto Biggeri.

I rimanenti minuti, prima del duplice fischio, sono un tiro al (facile) bersaglio.

La gara, con la Lucchese passata addirittura in vantaggio, dura mezz’ora, ribaltata e chiusa in venticinque minuti di gioco; anche questo un record “dell’allegra brigata” rossonera?

Il secondo tempo ed i gol di Marcheggiani e Prestia, servono soltanto per i tabellini.

La differenza tra l’Alessandria e la Lucchese è abissale, nessuno poteva illudersi; è abissale anche la differenza tra la Juventus e il Benevento, ma Pippo Inzaghi non è andato a fare le barricate a Torino. Non voglio dire che la Lucchese, con un altro atteggiamento, avrebbe vinto o pareggiato la gara, ma la cosa certa è che quando i rossoneri si difendono (tranne rare circostanze fortuite) raccattano e di brutto.

La “manita” ci sta tutta e il punteggio avrebbe potuto prendere dimensioni oltre quelle tennistiche, se i grigi non avessero sciupato due-tre altre occasioni.

Quattro come voto di squadra, con sufficienze soltanto per Sbrissa e Nannelli degli undici titolari; sufficienze anche per i subentrati Marcheggiani, Adamoli (si è procurato il secondo rigore) e Lionetti (forse troppo dimenticato…).

Fra sette giorni (forse) l’ultima speranza in quel di Piacenza. Se l’atteggiamento dovesse essere quello visto oggi, si consiglia vivamente di risparmiare i soldi della trasferta e prendere un dignitoso 3-0 a tavolino.

Perdere ad Alessandria, contro la favorita di inizio stagione e autentica corazzata, ci sta; il modo con il quale la Lucchese si approccia e con il quale subisce reti (che nemmeno in Terza Categoria si vedono) lascia interdetti.

Ma ormai, da un lato anche fortunatamente (viste le continue figure di merda), siamo quasi ai titoli di coda. Ancora una, massimo due settimane, poi si aprirà il “Processo” verso una delle peggiori stagioni, purtroppo, del calcio rossonero.

Ad Maiora

Giulio Castagnoli

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