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La Nostra Storia
LA STORIA DELLA LUCCHESE
Periodo 1945-1952Sono gli anni della riscossa dopo gli orrori della seconda guerra mondiale. Nel 1945 la Lucchese viene rifondata. Risorge da un ristretto gruppo di sportivi (35) tra cui gli ex grandi rossoneri Armando Bonino, Mario Jack Battaglini (il primo capitano della Lucchese degli albori) ed Enrico Canali, oltre a personaggi indimenticabili del calcio lucchese come il segretario Marchesini, il direttore sportivo - factotum Renato Lucchesini, un mago del calcio mercato di allora, i giornalisti Dino Grilli, Leone Grassi e Boris Del Beccaro. Presidente viene eletto per acclamazione Antonio Fontana, che riportò in seno alla società l'ingegner Della Santina. In tre anni, dalla Serie C la formazione rossonera riconquistò la massima categoria, grazie a due promozioni consecutive sotto la guida del tecnico ungherese Czing e di Aldo Olivieri che muoveva i primi passi come allenatore. Dal 1947 al 1952 la Lucchese incrocia le armi al Porta Elisa – stadio inaugurato ufficialmente nel gennaio del 1935 – contro la Juventus,Milan, Inter, Roma, Genoa, Lazio, Bologna, Fiorentina. Scontri epici con vittorie di grande prestigio e la soddisfazione di condurre in testa sino a novembre il campionato più bello del mondo. Siamo nel 1948-49, quella squadra diretta dall'omone di quegli anni – Gipo Viani che poi farà grande il Milan – fa riempire il Porta Elisa che arriva a contenere quasi 20mila spettatori. I campioni rossoneri celebrati di quel periodo sono Rosellini, uno dei grandi di sempre della Lucchese, gli azzurri Nichelini e Bertuccelli, il grande capitano Scarpato, i futuri granata Nay, Cuscela, Fabian ed il bomber Ugo Conti, terzo cannoniere di tutti i tempi della Lucchese. Altre tre stagioni nelle quali vestono il rossonero futuri grandi allenatori come Ferruccio Valcareggi (scomparso nel 2006) e Tommaso Maestrelli prima della retrocessione in B. Il presidente è Umberto Paradossi e in quegli anni arrivano diversi stranieri dall'estroso Toth al goleador Frandsen. L'addio alla Serie A arriva al termine di due spareggi consecutivi contro la Triestina, autentica bestia nera dei colori rossoneri. Periodo 1953-1982
Dopo la retrocessione in B la società nel giro di tre stagioni finisce nell'inferno della IV serie. Nemmeno il ritorno dell'ingegner Della Santina sulla tolda di comando riesce a riportare la Lucchese ai fasti del passato. Soltanto grazie ad un ripescaggio per la ristrutturazione dei campionati, i rossoneri tornano in C e per riassaporare il gusto della vittoria occorre l'avvento alla presidenza dell'avvocato Frezza. Il dinamico legale – che ricoprirà poi cariche importanti a livello di Federazione e come organo giudicante in Commissione d'Appello – investe su un tecnico emergente: Leo Zavatti. Il romagnolo in due stagioni costruisce, senza spese folli, una formazione che gioca a memoria e diverte. Nel 1960-61 conquista la B piegando la resistenza delle super potenze Cagliari e Livorno. Ma l'euforia dura poco. In due anni i rossoneri tornano in C e da lì in D. Se ne vanno Frezza, Zavatti e molti giocatori che fecero grande la Lucchese in quegli anni cambiano casacca. L'avvento del Presidente Lino Quilici riporta un po’ di entusiasmo e una nuova promoz Ma per ricreare un po’ d'entusiasmo bisogna arrivare al '78 quando Romeo Anconetani forma un undici competitivo che arriva a giocarsi la promozione in B con la Spal. Nella partita decisiva – al comunale estense – seguono i rossoneri oltre 6000 tifosi. Un record che resiste al tempo. Ma il palazzo decide diversamente e a salire tra i cadetti sono gli emiliani del Presidente Mazza. Questa la formazione: Pierotti, Cisco, Nobile, Gaiardi, Morgia, Platto, Ciardelli, Savian, D'Urso, Vescovi, Novelli. All. Meregalli. Altra gara importante di quell'annata memorabile: Lucchese-Livorno 1-0 con gol di Nobile Lucio, forte terzino sinistro prelevato dalla Juventus. Retrocessioni, crisi societarie, fallimento ad un passo segnano gli anni successivi sino all'arrivo del gruppo imprenditoriale Superal. Periodo 1982-1990
Egiziano Maestrelli – Aldo Grassi. Un binomio che ha fatto le fortune della Lucchese della seconda metà degli anni Ottanta. Prima uscendo dopo sette stagioni dall'inferno della C2 grazie ad una squadra solida e pragmatica abilmente diretta da Renzo Melani, il Trapattoni della C, poi conquistando in 4 anni l'agognata promozione in B e conquistando la Coppa Italia Serie C nella magica notte di una Palermo agghindata a festa per l'imminente disputa dei mondiali del 1990 con lo stadio designato per la fase finale della competizione planetaria. Artefice del miracolo rossonero un allenatore divenuto un simbolo per la città: Corrado Orrico, il maestro della zona. Orrico costruisce in due anni una squadra che gioca a memoria, aggredisce gli spazi, esalta il collettivo. Una formazione che è rimasta nell'immaginario della tifoseria. Donatelli, Simonetta, Rastelli, Periodo 1990-2008
Nove anni di serie B con due promozioni sfiorate – nella prima stagione con alla guida il tecnico di Volpara e nel 1995-96 primo anno della gestione Bolchi – tranquilli centroclassifica e salvataggi all'ultimo tuffo. La prima stagione è di quelle da incorniciare. I rossoneri sfiorano la serie A piazzandosi Fallimento e ripartenza
Una grave crisi finanziaria andava avanti ormai da alcuni mesi, e rischiava seriamente di far sparire dal calcio professionistico la società. Il proprietario Fouzi Hadj avrebbe dovuto pagare i debiti contratti e iscrivere la società in Prima Divisione per evitare il fallimento. La notte tra il 14 e il 15
Nella stagione 2009/2010 conquista la Lega Pro Prima Divisione. Battendo in un triangolare le vincitrici degli altri due gironi di seconda divisione (Juve Stabia e Alto Adige) la Lucchese si aggiudica la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione.
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