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24 Luglio 16.30 - LA COLLEZIONISTA

Negli hobby di ognuno di noi, molto spesso compare la parola “collezione” e le collezioni variano a seconda dei gusti; c’è ad esempio chi colleziona fumetti, chi francobolli, chi monete, ecc.

Nella politica lucchese, specie negli ultimi anni, compare la parola “fallimento” che, se non può e non deve essere considerato un hobby, è sicuramente una collezione poco prestigiosa, della quale il cittadino farebbe volentieri a meno; chiaramente, scrivendo su un sito che parla di Lucchese ed essendo tifoso, il fallimento del quale tratto, è quel fallimento sportivo che ha ridicolizzato la città, trattandosi del secondo nel giro di appena tre anni!!! Ma i fallimenti della Vostra politica, ahimè, non si fermano soltanto a quello sportivo; non mi addentro in altri argomenti, perché risulterebbero scollegati dall’argomento Lucchese e annoierebbero i lettori.

La Vostra politica ha il triste primato di essere una delle poche (fortunatamente….), in mano ad imprenditori, industriali, commercianti della nostra città; mentre in altre realtà, la politica vigila sulle realtà territoriali e le chiama a raccolta in caso di bisogno, a Lucca succede l’esatto contrario!! Il tessuto imprenditoriale, industriale, commerciale della città tiene, come in una morsa, i coglioni (intesi come testicoli…..) della politica locale, la quale risulta immobile….dal dolore.

Non è azzardato pensare che ciò avvenga, perché certi personaggi della Vostra politica sono messi ai loro posti di “combattimento”, grazie ai buoni rapporti con personaggi imprenditorialmente-industrialmente-commercialmente potenti….. Da questo “baratto” esce una situazione di stallo, dove chi deve alzare la voce per risolvere un problema, se ne sta zitto con le orecchie basse, conscio dei regali (voti….) ricevuti in precedenza…..

Per la nostra amata Lucchese, servirebbe una classe politica capace di bussare alla porta dei potenti (imprenditori, industriali, commercianti), “obbligandoli gentilmente” a fare qualcosa per la città, poiché la città da a loro; ma non è così per quelle motivazione che precedentemente ho elencato.

Ho vissuto da molto vicino il precedente fallimento di Fouzi Hadj e per questo motivo mi chiedo: dov’è e cosa sta facendo, ad esempio, Franco Ravenni, che ricordo in prima linea (addirittura anticipò la visita di noi del Comitato a Pieve Ligure – Villa Fouzi….) durante il “passaggio” Fouzi-Valore e Cipriano? Mistero………

O forse i coglioni dei politici (intesi come testicoli…..), erano già nella morsa del duo Valore-Cipriano? Che poi alle promesse di quel tempo, non siano corrisposti i fatti….è sotto gli occhi di tutti e infatti siamo ancora qui a sperare che qualcuno AMI veramente la Lucchese e i suoi tifosi e ci tolga dal primo posto dei più ridicolizzati d’Italia.

Oltre all’azionariato popolare, propongo la restituzione delle schede elettorali al Comune di Lucca; l’iniziativa pacifica avrebbe il solo scopo di far capire a chi amministra, ma anche a chi si oppone, che i tifosi della Lucchese (valutati in diverse migliaia…), non hanno l’anello al naso, sono anche e soprattutto votanti e che i tifosi stessi considerano la politica locale RESPONSABILE del record dei due fallimenti in tre anni. Cosa ne pensate?

Si aspetta il ritorno del Sindaco dalle ferie, mentre quello di Salerno, in una settimana, ha già risolto (e alla grande….) il problema Salernitana Calcio e quello di Cava dei Tirreni ha fatto ancor prima, coinvolgendo Giunta Comunale e politica locale.

Credere in un colpo a sensazione della politica lucchese, è come credere al classico miccio che vola…..

La scusa c’è…..ed è “valida” per chi se la racconta e per chi ci crede: la crisi!

Peccato che la crisi sia mondiale, mentre Lucca rischia di essere una delle poche città al mondo, senza calcio…..

La situazione è ancora più grave se si pensa che esiste un personaggio, il cui cognome fa venire i brividi a tutta la tifoseria, in grado di accollarsi ben il 60% del pacchetto societario; già….Riccardo Maestrelli, figlio di Egiziano…..al padre chiedevamo di “portarci in Europa”, al figlio, visti i fallimenti Politica-Fouzi-Valore e Cipriano, chiediamo di portarci almeno in serie D.

Spero con tutto il cuore che la famiglia Maestrelli comprenda le difficoltà del momento, lo scetticismo che regna nella mente di eventuali personaggi disposti ad aiutarli e decida di partire comunque in un’avventura che sarebbe vincente (i nomi sono sempre una garanzia…..); cammin facendo (i tempi, adesso, sono troppo stretti….), troveranno sicuramente maggior ascolto e qualcuno disposto ad investire.

Per il momento vale la locuzione “Nemo propheta in patria (sua)”…..

Giulio Castagnoli            

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